Il 2026 è stato proclamato dalla FAO e dall’ONU Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori, per riconoscere l’importanza e il valore dei pascoli e dell’attività pastorale per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la lotta al cambiamento climatico.
In Lombardia, la pastorizia è una pratica vitale che unisce antiche tradizioni e ha un ruolo cruciale nella manutenzione del territorio.
Lo spostamento stagionale degli animali (bovini, ovini, caprini ed equidi) dal fondovalle verso gli alpeggi è una pratica detta monticazione e rappresenta la variante verticale del più ampio fenomeno della transumanza, cioè lo spostamento stagionale del bestiame tra i pascoli estivi in montagna e quelli invernali in pianura o a bassa quota.
Alcune comunità pastorali, in particolare nelle province di Bergamo e Brescia, praticano ancora oggi la transumanza ovina, guidando le greggi dalla pianura Padana fino ai pascoli alpini degli alpeggi. Queste pratiche rappresentano non solo un modo antico di allevare, ma anche una visione ecologica e sociale del rapporto tra uomo, animale e territorio. Custodirle significa mantenere vivi i legami tra pianura e montagna, tra passato e futuro. Da ricordare anche che sono fondamentali per la conservazione della biodiversità animale e la qualità dei prodotti agroalimentari derivati.
In Regione Lombardia risultano attivi circa 10.000 allevamenti ovicaprini, per un totale di 96.151 capi ovini e 81.753 capi caprini*. Gli alpeggi con allevamenti ovini sono 200 e quelli con caprini sono circa 300.
*(dati forniti da Associazione Nazionale della Pastorizia – Assonapa)